martedì 26 marzo 2013

L'untore



Durante la peste l’untore era un individuo accusato di diffonderne il morbo, cospargendo porte e maniglie di una sostanza giallastra.
Nei loro confronti venne attuata una sorta di persecuzione paragonabile alla caccia alle streghe nel rinascimento.
I nuovi untori, attraverso i colori, diffondono il loro disagio e malcontento, portando alla luce ciò che viene chiamato degrado. Degrado di valori e ideali, di amore per ciò che appartiene alla comunità e ne racconta la storia.
Per la cittadinanza la comparsa di “segni” sui muri rappresenta la massima manifestazione di questa decadenza. Gli untori diventano così narratori inconsapevoli del grado di civiltà di una città. L’amore per la storia e l’arte non si acquisisce dal nulla, ma va trasmesso con passione alle nuove generazioni.

Non sarà una nuova caccia alle streghe a determinare la fine di questo fenomeno, ma solo un reale interesse nei confronti dei giovani potrà portare alla sua trasformazione. Da semplici “segni” a espressione di creatività. Attraverso la tecnica e la sensibilità questi segni potranno evolvere ed arricchire il nostro patrimonio.
Katia Albini
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”
(F. De Andrè)




  


                                                                               

                         
Progetto presentato al concorso fotografico "Metti a fuoco la tua città" Cooperativa sociale Il Melograno.
Ascoli Piceno